Ci siamo: l’Aeroporto di Viterbo diventerà uno scalo civile. Il “Tommaso Fabbri” è pronto a cambiare volto nel 2026, dopo anni di tavole rotonde dovute alla burocrazia. Lo dimostra la pubblicazione dell’avviso pubblico da parte di ENAC Servizi, la società in-house dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC), costituita il 31 marzo 2022.
Aeroporto di Viterbo: via al percorso verso l’uso civile
Ha preso quindi ufficialmente avvio il percorso amministrativo che porterà alla riqualifica e all’adeguamento normativo delle infrastrutture di volo a uso civile. Per ora invece lo scalo laziale è stato utilizzato quasi esclusivamente da velivoli militari e dall’aviazione generale. Una svolta per il territorio della Tuscia, che ora vede concretizzarsi l’opportunità di entrare stabilmente nella rete della mobilità aerea nazionale.
Da Cenerentola a principessa
Per decenni, l’Aeroporto “Tommaso Fabbri” è rimasto ai margini dei grandi flussi di traffico, svolgendo un ruolo limitato alle esigenze militari e ai piccoli aerei privati: una Cenerentola con potenzialità enormi non sfruttate. Ma adesso si ridà vita allo scalo trasformandolo in un’infrastruttura civile moderna, efficiente e sicura, capace di accogliere voli di linea nazionali a corto raggio e di alleggerire la pressione sugli aeroporti maggiori del Lazio. La posizione geografica di Viterbo è baricentrica rispetto a vaste aree del Centro Italia e ben collegabile con Roma e le principali direttrici infrastrutturali. Per cui lo scalo sarà importante per la mobilità regionale, il turismo culturale e termale, il sistema produttivo locale, la protezione civile e i servizi di emergenza.
Quali interventi
Avremo pertanto la riqualifica delle pavimentazioni aeroportuali, elemento essenziale per garantire la sicurezza dei futuri voli di linea. Più l’adeguamento delle infrastrutture di volo agli standard dell’aviazione civile. Senza contare gli interventi su opere edili e impianti elettrici, con particolare attenzione all’affidabilità e alla continuità operativa. Il valore dell’operazione ammonta a 2 milioni di euro, mentre i tempi di esecuzione sono stati definiti in 165 giorni: 45 giorni per la progettazione esecutiva e 120 per la realizzazione delle opere, a conferma della volontà di procedere con rapidità e concretezza. Si avranno collegamenti rapidi con il Nord e il Sud Italia,maggiore accessibilità per turisti e operatori economici, nuove occasioni occupazionali dirette e indirette.
Sostenibilità: criteri rigidi
Particolare attenzione è rivolta anche alle micro, piccole e medie imprese, in un’ottica di equilibrio tra solidità tecnica e apertura al mercato. Non meno rilevante è l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), che inserisce il progetto in una cornice di sostenibilità ambientale e responsabilità pubblica, oggi imprescindibile per ogni grande opera infrastrutturale. È l’inizio di un percorso che può restituire centralità a un aeroporto rimasto troppo a lungo ai margini e che oggi si prepara a diventare porta d’accesso al territorio, infrastruttura di servizio e simbolo di una rinascita attesa da anni.
