Medicina

Contagio Coronavirus: Aggiornamento del 01.05.2020 – Fase 2

Stabili i nuovi contagi, calano i ricoverati in terapia intensiva, i morti scendono a 269, aumentano i guariti +2.304.

Contagio Coronavirus Covid-19: i dati delle ultime 24 ore.

Coronavirus dai dati forniti dal Dipartimento della Protezione Civile. Stabili i nuovi contagi, calano i ricoverati in terapia intensiva, i morti scendono a 269, aumentano i guariti +2.304.

Contagio Coronavirus Covid-19: i dati delle ultime 24 ore.

Contagio Coronavirus – Questi i dati ufficiali forniti alle ore 18:00 del 01.05.2020 con il bollettino ufficiale comunicato dal Dipartimento di Protezione Civile sulla situazione della diffusione e del contagio coronavirus in Italia.

Il totale delle persone risultate colpite dal contagio da Coronavirus, è di 207.428, +1.965, quindi +87 di ieri (ieri erano 205.463, +1.872 ).

I contagiati dal coronavirus in cura sono 100.943, – 608 (ieri 101.551, -3.106), di cui in terapie intensive 1.578 ,-116 (ieri 1.694, -101 , in diminuzione costante da 26 giorni), ricoverati con sintomi 17.569, -580 (ieri erano 18.149, -1.061); in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi 81.796, +88 (ieri erano 81.708,-1944)

Le persone dimesse e guarite dal contagio coronavirus, in totale sono 78.249, +2.304 (ieri 75.945, +4.693)

I morti per il contagio coronavirus sono in totale 28.236, +269 quindi -16 di ieri (27.967, + 285) dati questi ultimi da confermare quando l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso)

Come continuiamo a dire, dai dati forniti dalla Protezione Civile, non è precisato se nel numero dei morti comunicati, sono compresi eventuali decessi di ricoverati in terapia intensiva, che farebbe calare il numero dei ricoverati, risultando quindi… una vittoria sulla malattia NE’ TANTOMENO L’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’, A DISTANZA DI QUASI DUE MESI, HA PRECISATO LE REALI CAUSE DLLE MORTI COMUNICATE, VISTO CHE I DECESSI, STATISTICAMENTE, SONO INFERIORI ALLO STESSO PERIODO DELLO SCORSO ANNO… CERTO, L’AUTOPSIA NON POTRA’ ESSERE FATTA A COLORO CHE SONO STATI DE-PORTATI AI FORNI CREMATORI, TIPO AUSCHWITZ, SENZA UN SALUTO MA CON L’INVIO DELLE FATTURE PER LE SPESE FUNERARIE…

CORONAVIRUS, COVID-19 – Fase 2 – Individuati i valori di soglia e di allerta da monitorare. L’azione dei governatori di Veneto e Campania

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato il decreto ministeriale con il quale vengono definiti i criteri relativi alle attività di monitoraggio del rischio sanitario (di cui all’allegato 10 del Dpcm del 26 aprile 2020) per l’evoluzione della situazione epidemiologica.
Per classificare il rischio sanitario connesso al passaggio dalla fase 1 alla fase 2, i tecnici hanno individuato gli indicatori con valori di soglia e di allerta che dovranno essere monitorati a livello nazionale, regionale e locale; gli indicatori di processo sulla capacità di monitoraggio; indicatori di processo e sulla capacità di accertamento diagnostico, indagine e gestione dei contatti; indicatori di risultato relativi a stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari.
Le soglie definite negli indicatori, sono indirizzate a mantenere un numero di nuovi casi di infezione da SarsCoV2 stabile (ossia un aumento limitato nel tempo e nello spazio), anche in ospedali, rsa, case di riposo, e a impedire il sovraccarico dei servizi sanitari. I valori di allerta identificati, invece, serviranno per decidere eventuali revisioni delle misure adottate
Quindi, a partire dal 4 maggio, le misure in atto possono “aver luogo solo ove sia assicurato uno stretto monitoraggio dell’andamento della trasmissione del virus sul territorio nazionale”.

Coronavirus Veneto – Luca Zaia, governatore del Veneto, ribadisce che  “Le ordinanze introdotte dal Veneto non sono in contrasto con il Dpcm ma vogliono portare un principio di buon senso e rispetto nei confronti del cittadino” aggiungendo che “le battaglie legali non portano a nulla. Non facciamo ordinanze per cercare prove muscolari o per buttarla in politica. A me sembra che il ministro Boccia, in rappresentanza del Governo, abbia compreso le nostre volontà; penso che per la quasi totalità delle misure oggetto di ordinanza ci sia la possibilità di dimostrare un allineamento col Dpcm per cui non le ritiriamo”.
“Una delle contestazione – poi – è la vendita di abbigliamento per bimbi e quello di fiori e piante ‘open air’ al mercato: non è prevista. Ma ho fatto presente che si vendono in fioreria, al garden, nei supermercati. Se la contestazione è questa rispetto alla mole di lavoro che abbiamo fatto, direi che siamo a buon punto” Inoltre “Il Veneto può aprir tutto. Ovviamente su base solida di una certificazione che ci dà il Comitato scientifico. Ma noi potremmo, in linea di principio, affrontare qualsiasi tipo di apertura”. Zaia, ha poi specificato “il tema è capire se tutti noi entriamo nell’ordine delle idee che non è finita e che stiamo convivendo col virus. La mascherina è una delle condizioni sine qua non per fare questa battaglia“. “Penso che la direzione, sentendo i vari colleghi, andrà verso la riapertura differenziata tra le regioni“.
Sui tamponi, il governatore Zaia ha precisato: “Abbiamo un piano, che speriamo possa diventare operativo a settembre, che viaggia sui 30 mila tamponi al giorno”. “È stato deciso di acquistare altre tre macchine oltre a quella già esistente a Padova. Macchine che consentono di fare 9mila tamponi giornalieri che saranno messe negli hub di Treviso, Vicenza e Venezia. Se riuscissimo ad acquistarle, potremmo arrivare a fare 50 mila tamponi al dì. Ora abbiamo una capacità di 11-12 mila tamponi quotidiani”. Infine “Speriamo che i parametri siano affrontabili. Questo è un aspetto che ho contestato formalmente al Comitato tecnico-scientifico: si parla tanto dei numeri dei contagiati come parametro: ma se uno non fa tamponi, non ha contagiati. Finisce che il virtuoso viene più penalizzato di quello che non li fa. Ora siamo a circa 350 mila. Non ci sono altre realtà che hanno fatto tanti test come noi. A questo si aggiungono i 700 mila test rapidi che stanno tutti andando fuori come attività di screening preparatoria al tampone”.

Coronavirus Campania – Il Governatore Vincenzo De Luca, ha detto “Voglio insistere su una cosa: dobbiamo essere rigorosi sull’obbligo di indossare mascherine fuori casa e se è possibile rispettare il distanziamento sociale” ribadendo che “È indispensabile e noi saremo rigorosissimi con un’ altra ordinanza: c’è obbligo di indossare mascherina altrimenti ci sono le sanzioni“.

coronavirus Vincenzo De Luca Campania (foto web)

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