Roma, 30 novembre 2016 – La cultura della legalità, si insegna da piccoli, nei primi anni di scuola, perché poi, personalmente, ritengo quasi ridicolo pensare di ottenere risultati con le “sfilate e marcette” che servono solo per dare visibilità a politici ormai ampiamente consumati.
L’Arma, (come anche la Polizia di Stato) realmente sensibile alla problematica, con il progetto “Cultura della legalità” portato avanti dal Generale De Vita, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Roma, ha l’obiettivo di contribuire a sviluppare nei giovani la coscienza sociale basata sul rispetto dell’altro, delle regole e delle leggi.
Ed in questo quadro, stamattina 30 bambini della scuola primaria “Rome International School” di via G.P. Giraldi, si sono recati in visita presso la caserma dei Carabinieri della Compagnia Roma Trionfale dove, alle future generazioni dirigenziali, sono stati mostrati gli uffici, le divise e i mezzi in dotazione ai Carabinieri che quotidianamente sono impegnati nel controllo del territorio.
Dopo aver “giocato” con gli automotomezzi, i bambini si sono mostrati particolarmente attratti dallo SPIS, l’apparato celebrato nelle serie televisive ed utilizzato per il foto-segnalamento e l’identificazione delle persone fermate, con cui hanno potuto “giocare” tra foto segnaletiche e impronte digitali.
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Ma, alla visita-gioco, con i ragazzi sono stati affrontati temi di attualità, con accenni al bullismo e norme comportamentali per prevenire situazioni pericolose, spiegando loro l’importanza di informare, con fiducia, immediatamente le Forze dell’Ordine di qualunque accadimento dovessero diventare vittime o testimoni.
Personalmente, voglio aggiungere che nella pregressa esperienza, dopo le visite alle scuole, sono state numerosissime le richieste e segnalazioni di reati pervenutemi da quei giovani studenti.
Con orgoglio, aggiungo che numerosi di quei ragazzi, li ho rivisti mentre producevano domanda di arruolamento nell’Arma o nelle altre Forze di Polizia, proprio per continuare in prima persona, quell’impegno di legalità che avevano appreso e fatto proprio in occasione delle mie “chiacchierate” con loro.
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