Spettacolo

Rassegna di spettacoli teatrali a Roma nel mese di ottobre

TeatroLa solita rapida rassegna di spettacoli teatrali interessanti a Roma, in teatri piccoli e grandi, adatti ad un pubblico di tutte le età, dai più giovani ai meno giovani!

Grande successo in occasione della prima teatrale nella Sala Fabrizi del Teatro Petrolini di Testaccio, della divertente “scommessa” partorita dalla fervida mente di Prospero Richelmy,  che sotto l’esplicito quanto ironico titolo “Parzialmente stremati –storie di italiani in crisi” propone in perfetta addizione  matematica una carrellata di nuovi personaggi, esilaranti stereotipi caratterizzati da tutti quei fattori che fanno di noi “uomini  moderni” dei “parzialmente stremati”. E gli argomenti ci sono tutti: il lavoro, il matrimonio, la scuola, il sesso, i parenti, le cartelle di Equitalia, le malattie, la nostalgia dell’infanzia, la vecchiaia e persino il pensiero “ di quel che sarà quando noi non ci saremo” un vero e proprio susseguirsi di riflessioni e “rimunginazioni” ad alta voce, amalgamate  in un raffinato quanto spassoso ritratto dell’Italia unita solo per le comuni problematiche.“Poli-italico” più che poliglotta, Richelmy corre su e giù per il Belpaese interpretandone con maestria i dialetti, passando con  disarmante facilità dal torinese al siciliano, dal romanesco al veneto sfruttando fregoliniani cambi di costume e i melodici interventi musicali di Giancarlo Capo. Laddove la fantasia necessita di sostegno e la battuta vuole risposta, la conversazione è sostenuta dalle voci fuori scena del bravissimo imitatore Gennaro Calabrese e della giovane attrice Cristina Galardini.  Dopo il successo ottenuto come autore delle commedie “Unico grande amore” e “Te lo do’ io Pasquino” Prospero Richelmy  torna a misurarsi con un monologo che lo vede interprete esattamente come in passato fu con “Segni particolari nessuno” e “Il più grande attore italiano alle Hawai”  “Parzialmente stremati” è  in scena al Petrolini fino al 21 ottobre .

Perdutamente al Teatro India di Roma. Da ottobre a dicembre il Teatro India di Roma sarà animato dall’inedito progetto/cantiere teatrale realizzato da 18 compagnie della scena contemporanea promosso dal Teatro di Roma aperto al pubblico della città. Perdutamente,  Atti, distrazioni, incidenti, teorie sul tema della perdita è il titolo della interessante rassegna. 18 le compagnie, gruppi e artisti della scena contemporanea: si tratta di Accademia degli Artefatti; Andrea Baracco; lacasadargilla/Lisa Ferlazzo Natoli; Compagnia Andrea Cosentino; Compagnia Biancofango; Daniele Timpano/Elvira Frosini; Daria Deflorian/Antonio Tagliarini; Diana Arbib. Luca Brinchi. Roberta Zanardo/Santasangre; Fattore K/Federica Santoro Luca Tilli; Fortebraccio Teatro; Lucia Calamaro; MK; Muta Imago; Opera; PsicopompoTeatro; teatrodelleapparizioni; Tony Clifton Circus; Veronica Cruciani. “Questo azzardo – dichiara il direttore del Teatro di Roma Gabriele Lavia – è un avventurarsi nell’ombra, senza confini definiti. È un’apertura, un liberarsi che riporta al sogno di un teatro come spazio aperto, libero e che libera.” “Un cantiere nel cantiere. È il punto di forza di questo progetto. Un progetto che scommette, rischia, apre piuttosto di affermare e infine bilancia la chiusura per ristrutturazione del teatro India. Teatro che rappresenta per vocazione un luogo di ricerca e sperimentazione per gli artisti e per il pubblico della città. Un cantiere nel cantiere che segna l’incontro tra il Teatro di Roma e 18 compagnie di generazioni e orientamenti artistici anche molto diversi, ma che questa città la abitano e la vivono artisticamente. Come punto di partenza, il tema della perdita, suggerito dal direttore Lavia. Nonostante l’esiguità del tempo a disposizione, le poche economie e l’inevitabile eterogeneità degli artisti coinvolti, le compagnie hanno scelto di cercare una modalità comune attraverso una serie di dispositivi a maglie larghe che permettano reciproche incursioni e contaminazioni. Le ipotesi e piste di lavoro iniziali dei singoli attraverseranno tutti i possibili incroci, sovrapposizioni, prove di convivenza e ne usciranno necessariamente modificate. Una vera e propria factory i cui risultati per definizione sono difficili da prevedere. Da ottobre ai primi di dicembre il teatro India sarà abitato quotidianamente per le prove, la verifica dei lavori e la messa a punto delle idee. Questi mesi di lavoro saranno aperti alla città con laboratori, prove aperte, interventi di altri artisti e della cittadinanza. Dal 3 al 21 dicembre il cantiere mostrerà al pubblico il punto dei lavori. Un periodo abbastanza lungo per evitare la forma festival o la rassegna. Ragionare in questa direzione significa non definire ora nel dettaglio il programma: ci sono le 18 compagnie, una linea guida sulla perdita, un abitare India. Il programma dettagliato dell’apertura al pubblico arriverà dopo la metà di novembre in modo da essere davvero il risultato del processo di condivisione. È chiaro che questo azzardo, sia da parte del Teatro di Roma che si affida ad un programma non ancora definito, che da parte delle compagnie, qui implicate in un investimento di tempo ed energie ben più complesso della presentazione di un proprio lavoro individuale, ha la sua ragione portante nell’essere una ideale “puntata zero” di un progetto a lunga scadenza..”

Ascanio Celestini racconta l’Italia. La stagione 2012/13 del Teatro Vittoria di Roma si apre con Ascanio Celestini e con una trilogia di spettacoli: Pro Patria, La fila indiana e Fabbrica. Una mini antologia per affrontare temi diversi, ma di grande attualità: giustizia e carceri, razzismo (non solo quello legato al colore della pelle), lavoro. Un modo, quello scelto dall’autore, attore e regista romano per parlare dell’Italia, confrontando il Paese di ieri e quello di oggi, senza retorica e con molta ironia. Celestini è solo in scena anche se i narratori, le voci che raccontano le sue storie, a volte si moltiplicano. Un detenuto si interroga sul senso e sui limiti della giustizia preparando un discorso da fare in tribunale. A fargli da immaginario interlocutore un muto Giuseppe Mazzini.  Pro Patria attinge alla storia risorgimentale per parlare di un tema attuale come quello delle carceri, istituti che dovrebbero tendere alla rieducazione e alla riabilitazione dell’individuo, ma che spesso falliscono.  La fila indiana nasce come una raccolta di racconti. Racconti scritti in fretta – come osserva Ascanio Celestini – dopo l’incendio di un campo nomadi, dopo il naufragio di una barca di emigranti in fuga o dopo la dichiarazione folle e calcolata di qualche politico. Intorno a questi frammenti l’autore ha cucito una serie di storie vecchie e nuove alle quali se ne sono aggiunte altre nel corso degli anni fino a diventare uno spettacolo completo, trascinante e commovente. Fabbrica è un racconto teatrale in forma di lettera, la storia di un capoforno alla fine della seconda guerra mondiale raccontata da un operaio che viene assunto per sbaglio. Il capoforno parla della sua famiglia, del padre e del nonno che hanno lavorato nella fabbrica quando il lavoro veniva raccontato all’esterno in maniera epica. Lo spettacolo è il frutto di una lunga ricerca condotta da Celestini a partire dal 2000, ricerca che lo ha portato a raccogliere le testimonianze di ex operai  di tutta Italia.

Ambra Garbatella : terzo anno di attività. Al suo terzo anno di attività il Teatro Ambra alla Garbatella amplia la propria linea editoriale e si candida a diventare il primo meltin’ pot dell’immaginario.  Ristrutturato in tre aree, lo Stage, Saperi e Sapori e il Cortile, farà convivere Teatro, Musica dal vivo, Rassegne Cinematografiche e Parole dal palcoscenico nello Stage, la Galleria Fotografica, la Libreria specializzata in teatro, cinema, musica e fotografia, le scuole di Teatro e Fotografia, lo Studio per set fotografici e televisivi, la Garbata Ostella con enoteca e dispensa.  Dagli anni Venti la Garbatella è il Quartiere delle mille anime e un’identità unica, in cui arte e cultura si fondono in una dimensione tesa tra passato e futuro, di cui il Teatro di Piazza Giovanni da Triora è sempre stato il fulcro.  Una lunga stagione in cui l’Arte è protagonista in molteplici forme, a partire da quella teatrale, che ad aprile farà posto alla musica live, per poi lasciare il passo, a giugno e luglio, alle rassegne cinematografiche e alle iniziative del Cortile.  Un Comitato Artistico composto da Simona Banchi, Valter Casini, Roberto Koch, Neri Marcorè, Nicola Piovani, Charlie Rapino, Valerio Terenzio e Alessandro Tiberio.  Importanti anche le collaborazioni stabili con le Proud Galleries di Londra e New York, Contrasto, le Samuel French Theatre Bookshop, le Librerie Arion, Artemedios e altre ancora in via di definizione.  Tutto quello che pensiamo sia cultura è Cultura, ci ha insegnato Giuseppe Pontiggia.  E come le sabbie mobili la linea editoriale del Teatro Ambra alla Garbatella penserà che anche i tombini siano cultura e saranno cultura.  

RomaFictionFest: un successo con 23mila presenze. Ottimo il bilancio della sesta edizione del RomaFictionFest diretto da Steve Della Casa, che chiude con oltre 23.000 presenze complessive di pubblico per le 5 giornate di Festival all’Auditorium Parco della Musica di Roma, con un incremento di circa il 10%  rispetto all’edizione dello scorso anno. Sul pink carpet del RomaFictionFest hanno sfilato più di 300 personaggi tra i volti più amati della fiction italiana e internazionale prima fra tutti la madrina Miriam Leone e, solo per citarne alcuni: Manuela Arcuri, Gabriel Garko, Raoul Bova, Luca Argentero, Caterina Murino, Vittoria Puccini, Carlo Lizzani, Gillian Anderson, Kristin Bauer, Melissa George, Kelsey Grammer, Giuseppe Fiorello, David S. Goyer, Alexander Skarsgard, Valentina Cervi, Giulio Scarpati, Lino Banfi, Michele Placido, Monica Guerritore, Gigi Proietti, Loretta Goggi, Giorgio Albertazzi, Franca Valeri, Anna Valle, Neri Marcorè, Claudio Amendola, Elena Sofia Ricci, Antonello Fassari. Straordinario il successo per la nuova sezione “Kids&Teens” che nella giornata di inaugurazione  ha ottenuto il record di seimila spettatori per i cartoni e le serie animate più seguite dai ragazzi rendendo necessario anche la replica di numerose proiezioni. Migliaia di bambini, accompagnati dalle famiglie, hanno partecipato alle attività di animazione e preso d’assalto il pink carpet dove dalla mattina hanno sfilato i personaggi più famosi dei cartoni animati. A questo si aggiungono le migliaia di alunni delle scuole di Roma che hanno partecipato ai laboratori della serie Capitan Kuk organizzati in collaborazione con il Ministero della Salute per promuovere la corretta alimentazione tra i più giovani. Vera rivelazione del festival la sezione “Web Series” che ha catalizzato l’attenzione di migliaia di fan, specie tra il pubblico più giovane, e che dimostra come la serialità sul web non è più solo un esperimento di nicchia ma la nuova frontiera dell’intrattenimento on line. Ed è proprio dal web che arriva la conferma della grande popolarità raggiunta dalla manifestazione con i numerosi utenti che hanno animato i social network del RomaFictionFest e le migliaia di contatti registrati ogni giorno dal sito ufficiale della manifestazione. Il RomaFictionFest è un evento promosso dalla Regione Lazio e dalla Camera di Commercio di Roma, organizzato da Sviluppo Lazio e Associazione Produttori Televisivi.

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