Politica

La paura della gente!

immigrati protestaRoma, 6 novembre 2016 – Gli immigrati? Delinquono sei volte più degli italiani. Così il Professor Luca Ricolfi, in un articolo comparso qualche giorno fa sul Sole 24 Ore. L’editorialista e illustre docente afferma: “In un paese come l’Italia – scrive Ricolfi – il tasso di criminalità degli immigrati è circa sei volte quello degli Italiani, e probabilmente poggia più su una minore avversione al rischio che su speciali, indimostrate, tendenze criminali connesse alle varie etnie. Come tale può essere ridotto semplicemente alzando il rischio, ovvero il prezzo, della commissione di reati. Se, ad esempio, un ospite di paese europeo che commette reati perdesse definitivamente il diritto ai benefici del welfare (in caso di reati minori) e il diritto di risiedere in Europa (in caso di reati gravi), la maggiore propensione al rischio degli immigrati sarebbe bilanciata dai costi della violazione delle regole”. Bene ricordare anche quanto affermato dal sociologo Marzio Barbagli, il quale, analizzando i dati, ha precisato: “Non volevo vedere: c’era qualcosa in me che si rifiutava di esaminare in maniera oggettiva i dati sull’incidenza dell’immigrazione rispetto alla criminalità. Ero condizionato dalle mie posizioni di uomo di sinistra. E quando finalmente ho cominciato a prendere atto della realtà e a scrivere che l’ondata migratoria ha avuto una pesante ricaduta sull’aumento di certi reati, alcuni colleghi mi hanno tolto il saluto […]. Ho fatto il possibile per ingannare me stesso. Mi dicevo: ma no, le cifre sono sbagliate, le procedure d’analisi difettose. Era come se avessi un blocco mentale…”. Quel blocco, purtroppo, come sappiamo, si è ormai diffuso in tutto il continente. Con i risultati che sappiamo.
La verità vera, a parte queste esternazioni politiche, è che il pianeta sicurezza italiano lascia realmente a desiderare per l’aspetto prevenzione, la cosiddetta pubblica sicurezza svolta con il controllo del territorio; infatti, assistiamo ad una crescente paura della gente sia nelle grandi, medie e piccole città, come nelle realtà decentrate e rurali, per l’assenza di “Divise” rassicuranti. Certo, il Pianeta Sicurezza va rivisitato subito senza se e senza ma, in modo ampio e definitivo, anche scontentando gruppi di interesse elettorale…che sono tanti…Non poche Stazioni di Carabinieri, infatti, andrebbero accorpate per assicurare una proiezione esterna assidua per 24 ore,  abolendo quelle minimali (non è certo la scritta luminosa accesa nottetempo a dare sicurezza alla gente!); occorrebbe, subito, accorpare le Centrali Operative distaccate in un’unica provinciale, in attesa della non si sa perchè contrastata Centrale Operativa unica interforze collocata in Prefettura. La prevenzione, ribadiamo, deve essere considerata compito primario delle Forze di polizia, da esercitare attraverso una presenza visibile, costante e massiva, supportata anche da un continuo, attento e costante esame sull’adeguatezza della dislocazione delle forze sul territorio.
Il “Poliziotto-Carabiniere di quartiere”, come abbiamo già scritto, si è rivelato di moderata valenza, non certo risolutiva; quel che serve è un nuovo servizio integrativo del dispositivo per il controllo del territorio, volto ad effettuare anche un monitoraggio approfondito dell’ambiente che si affianchi al “controllo fisico” sviluppato dagli altri moduli operativi già in atto, nelle grandi Città come nei piccoli centri urbani e rurali.
Affermato ciò, non vorremmo che i ritardi nell’adeguare il dispositivi di prevenzione portino all’ affidamento della sicurezza ad agenzie private……con la prospettiva di sottrarre risorse alle Polizie a competenza generale a vantaggio di…..agenzie di privati.
Ora, torniamo in argomento, su richiesta di alcuni lettori, concentrandoci sulle periferie urbane che, non esageriamo, stanno per esplodere a causa del fenomeno dell’immigrazione imponente e incontrollata che, con l’arrivo di moltitudini di persone, pone il problema di una nuova realtà multietnica difficile da metabolizzare e integrare.
Come abbiamo già scritto,  una volta che le periferie esploderanno, com’è possibile, non basteranno i Reparti Celere della Polizia né i Battaglioni dei Carabinieri in tenuta antisommossa a risolvere i problemi dell’integrazione e del controllo di legalità. La situazione è molto complessa. Pensare che nel quartiere di Torpignattara, in Roma, secondo uno studio, “…dal 2007 gli immigrati sono aumentati dell’81%, tanto che in alcune strade si vedono quasi soltanto bengalesi con negozi alimentari e internet point e cinesi con ristoranti e laboratori; meno visibili i romeni, impegnati nei cantieri. La tensione è (ritenuta) ‘pesante'”.
La palla, quindi, passa alla politica, ieri della dimenticanza ed oggi dei ‘Proclami’, che invece di usare la forbice anche sul tema sicurezza, pensi invece ad allargare i cordoni della borsa, anche e soprattutto perché i cittadini elettori le chiederanno, presto, conto e risposte…..

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