
Il mistero delle due sorelle scomparse da Civitella Alfedena – Alisya e Sarah, di 16 e 12 anni – si arricchisce di un elemento chiave che potrebbe dare una svolta decisiva alle indagini degli inquirenti. Durante i lunghi rastrellamenti effettuati nelle scorse ore all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, i soccorritori hanno rinvenuto un fermaglio rosso per capelli che appartiene con molta probabilità a Sarah, la minore delle due ragazze. Questo piccolo oggetto rappresenta la prima vera traccia fisica da quando le giovani sono svanite nel nulla. Le autorità locali hanno immediatamente concentrato i controlli nell’area boschiva per comprendere la direzione presa dalle fuggitive durante la notte.
Sorelle scomparse in Abruzzo
Sui sentieri del parco
Il ritrovamento del fermaglio di Sarah è avvenuto lungo un sentiero impervio situato a breve distanza dalla struttura d‘accoglienza Ofh Hope. Questo percorso naturalistico collega l’ex albergo del paese con i boschi fitti della zona aquilana. Un cittadino ha notato l’accessorio colorato tra la vegetazione e ha subito allertato le pattuglie impegnate sul campo. Sul posto si è diretto un elicottero dei vigili del fuoco per sorvolare la zona dall’alto. Gli investigatori vogliono capire se la dodicenne abbia perso l’oggetto accidentalmente oppure se si tratti di un preciso segnale lasciato per indicare il proprio passaggio.
La dinamica della fuga dalla comunità d’accoglienza
La ricostruzione ufficiale indica che le sorelle di 12 e 16 anni si sono allontanate dalla comunità nella notte tra il 6 e il 7 giugno 2026. La fuga è avvenuta passando da una finestra priva di inferriate, dopo che la sorella maggiore ha chiesto un farmaco agli educatori della struttura. Secondo quanto emerso, la maggiore avrebbe chiesto un farmaco agli operatori della struttura la sera del 6. Al mattino seguente entrambe però non si sono presentate a colazione.
Figlie di genitori separati ai quali nel 2023 è stata sospesa dal Tribunale per i minorenni la responsabilità genitoriale, per motivi legati alla conflittualità tra ex coniugi, le due ragazze erano state inizialmente separate e collocate in due strutture differenti nel Lazio, a Cassino e a Colli sul Velino, per essere poi ricongiunte nel 2024 nella comunità di Civitella Alfedena. A fine maggio scorso è arrivata la sentenza di revoca del provvedimento per il padre. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Sulmona, hanno portato all’apertura di un fascicolo per sottrazione di minori e per scomparsa di minori. Nei giorni scorsi sono state effettuate perquisizioni nelle abitazioni dei genitori e dei nonni che però al momento non hanno fornito alcun elemento utile.
Caccia ai filmati
Le videocamere di un bar del centro cittadino avevano ripreso le minori poche ore prima mentre consumavano una bibita. Con un piccolo zaino contenente indumenti di ricambio e pochissimi effetti personali, le due adolescenti si sono dirette verso la montagna, facendo perdere rapidamente le proprie tracce nell’oscurità. Tanti punti di domanda nell’affascinante borgo medievale situato in Provincia dell’Aquila, adagiato su uno sperone roccioso a 1.123 metri di altitudine che domina la sponda meridionale del Lago di Barrea.
Le indagini della Procura e i telefoni spenti
La Procura della Repubblica di Sulmona coordina le operazioni e indaga per i reati di sottrazione e abbandono di minori. I tre telefoni cellulari risultano spenti ormai da molte ore, rendendo impossibile la localizzazione dei dispositivi tramite le celle telefoniche. I carabinieri hanno ascoltato più volte il fidanzato diciottenne della ragazza maggiore per verificare eventuali complicità esterne nel piano di fuga. Le verifiche proseguono senza sosta anche sui dispositivi informatici della casa famiglia, mentre i volontari setacciano ogni singolo anfratto della vallata nella speranza di ritrovare vive le due giovani.
