Aileen Wuornos: la storia vera della serial killer “Monster”
Dagli abusi nell'infanzia alla vita di strada in Florida, fino agli omicidi e alla condanna: la tragica e controversa storia di Aileen Wuornos, una delle poche donne serial killer d'America.

L’infanzia di Aileen Wuornos, nata nel 1956 nel Michigan, rappresenta il primo elemento chiave per comprendere la sua storia.
Chi era Aileen Wuornos?
Cresciuta in una famiglia instabile e violenta, abbandonata dalla madre e con un padre affetto da disturbi psichiatrici morto suicida in carcere, ad Aileen viene negata sin da piccola ogni forma di protezione. I nonni, che avrebbero dovuto offrirle stabilità, la esposero invece a ulteriori abusi e punizioni severe.
Il trauma più devastante arriva a 14 anni, quando rimane incinta dopo uno stupro da parte di un conoscente. L’adolescenza vissuta ai margini, tra bullismo e autoisolamento, la porta presto alla fuga da casa e a una vita errante.
La fuga verso la Florida e la vita ai margini
Negli anni della giovinezza Wuornos si sposta verso sud, vivendo nei boschi, dormendo in auto e sostenendosi con piccoli furti e prostituzione. La Florida divenne la sua casa precaria, fatta di motel economici, lavori saltuari e continue difficoltà economiche.
Nel 1976 sposa per breve tempo un uomo molto più anziano, Lewis Gratz Fell, ma il matrimonio fallisce rapidamente. Più significativo invece il legame con Tyria Moore, la donna con cui Aileen instaura una relazione stabile. Nonostante ciò, non riuscì mai a uscire dal circuito di precarietà e violenza che segnava la sua esistenza.
Gli omicidi tra il 1989 e il 1990: la nascita della “serial killer dell’autostrada”
Tra il 1989 e il 1990 Aileen Wuornos uccide sette uomini in Florida. Le vittime erano automobilisti che l’avevano incontrata mentre lavorava come prostituta. Il primo caso a emergere è stato quello di Richard Mallory, 51 anni. Come gli altri, viene ucciso con una pistola calibro .22, un dettaglio che ha permesso agli investigatori di collegare tutti gli omicidi.
I media ribattezzano rapidamente Wuornos come “la serial killer dell’autostrada”, alimentando l’enorme attenzione pubblica. L’idea di una donna serial killer, rarissima all’epoca, contribuisce a trasformare l’indagine in un caso nazionale.
L’Arresto, il Processo e la Condanna a Morte di Aileen Wuornos
Aileen Wuornos viene arrestata il 9 gennaio 1991 in un bar, dopo settimane di pedinamenti e indagini. Inizialmente nega, poi confessa gli omicidi sostenendo di aver agito per autodifesa, spiegando che molti degli uomini l’avevano minacciata o aggredita.
Il processo è stato molto seguito dai media. La corte respinge la tesi dell’autodifesa e nel 1992 la condanna a morte. È possibile consultare i documenti e gli atti del processo per approfondimenti legali. Nei dieci anni trascorsi nel braccio della morte, Wuornos rilascia dichiarazioni contraddittorie e spesso confuse, alimentando il dibattito sul suo stato mentale.
Viene giustiziata tramite iniezione letale il 9 ottobre 2002.
L’eredità di Aileen Wuornos nella cultura pop
La storia di Aileen Wuornos non rimane confinata nelle aule di tribunale. Nel 2003 il film Monster, con una straordinaria Charlize Theron, porta sul grande schermo la sua vicenda, esplorando il lato umano e traumatico della sua vita. Documentari, podcast e libri continuano ancora oggi ad approfondire il suo caso, cercando di capire se Wuornos sia solo un’assassina spietata o il risultato estremo di una vita di abusi e violenze. Inoltre, il suo caso viene raccontato anche nella quarta stagione di Monster, la serie antologica ideata da Ryan Murphy che narra la vita e le vicende dei serial killer più famosi d’America.

Una figura sospesa tra vittima e carnefice
La storia di Aileen Wuornos resta un enigma: una donna segnata dall’abbandono, dall’emarginazione e dalla violenza, che ha trasformato la propria sofferenza in una spirale omicida. La sua vicenda continua a interrogare criminologi, psicologi e società civile sul peso dei traumi infantili, sul ruolo dei media e sul confine sottile tra responsabilità personale e determinismo sociale.






