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Commemorati l’Agente Ciro Capobianco e il Maresciallo Mariano Romiti, vittime del terrorismo

ps romiti capobianco 17Roma, 6 dicembre 2017 - Stamane, il Questore di Roma Guido Marino, alla presenza di autorità civili e militari, ha ricordato due caduti della Polizia di Stato, uccisi ambedue da terroristi in due diverse vigliacche azioni, il 7 dicembre:  1979  il maresciallo Mariano Romiti e 1981 l'Agente Ciro Capobianco.
Alla presenza dei famigliari delle Vittime, il Questore, a nome del Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli, ha deposto una corona di alloro sulle lapidi collocate all’interno del Commissariato Prenestino e presso la Caserma “Maurizio Giglio”, dove prestavano servizio i due Poliziotti.
 
Il maresciallo Mariano Romiti, da circa 11 anni della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato Prenestino, fu assassinato da un commando di terroristi delle Brigate Rosse intorno alle 7,45 del  7 dicembre in via Casilina, nel quartiere romano di Torre Spaccata. Romiti si stava dirigendo a piedi verso la fermata dell’autobus che lo avrebbe portato al Tribunale di Roma, dove avrebbe dovuto testimoniare in un processo quando da dietro un muretto sbucarono 3-4 terroristi armati di pistola che aprirono il fuoco  contro il poliziotto, ferendolo mortalmente. Prima di fuggire, uno dei componenti del commando gli sparò un colpo di grazia alla testa.
Le Brigate Rosse rivendicarono l’omicidio, che rientrava in un progetto posto in essere per contrastare e colpire gli apparati dell’antiterrorismo.
Conoscevo Mariano in quanto all'epoca comandavo la Polizia Giudiziaria dei Carabinieri della Compagnia Casilina e poi Montesacro. Grande integerrimo Poliziotto, profondo conoscitore del Quarticciolo, Centocelle e Tor Dei Schiavi, col quale lo scambio di informazioni, anche su ciò che non avevamo possibilità di provare, era continuo. Per i terroristi, era un uomo da temere!
Le laboriose e brillanti indagini della Digos, consentirono di individuare e catturare, nel gennaio 1982, tutti i componenti della Colonna XXVIII marzo delle B.R. tra i quali Antonio Savasta, Renato Arreni, Giorgio Benfenati, Walter Di Cera e Giuseppe Palamà, che furono condannati all’ergastolo.
 
Il 5 dicembre 1981,  l’autovettura di pattuglia, con a bordo l’agente Capobianco e altri due poliziotti, stava percorrendo la via Flaminia quando, giunti al quartiere Labaro, gli agenti decisero di controllare quattro uomini seduti ad una panchina. Gli agenti invertirono la marcia della vettura ma, prima che potessero tentare qualsiasi reazione, i quattro estrassero le pistole aprendo il fuoco contro di loro e costringendoli a scendere dalla Volante per rispondere. L’agente Capobianco venne colpito da un proiettile alla testa. Gli altri colleghi spararono a loro volta, uccidendo uno dei terroristi e ferendone un secondo . Gli altri tre fuggirono a bordo dell’auto di pattuglia, abbandonata pochi chilometri dopo. L’agente Capobianco, venne ricoverato in ospedale ma per la gravità della ferità, morì due giorni dopo.Le indagini consentirono di assicurare alla giustizia due dei responsabili, Walter Sordi e Pasquale Belsito, appartenenti al gruppo di fuoco dei N.A.R..
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