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Accademia di Santa Cecilia – “Fantasia” di Walt Disney con la grande orchestra ceciliana condotta da Carlo Rizzari

teatro cecilia fantasia disney 18Topolino ineffabile stregone
Roma, 9 gennaio 2018 - Un nugolo di bambini piccoli, alcuni piccolissimi, eccitati  ha invaso la Sala Grande del Parco della Musica. Un nugolo di vocine allegre, di urletti di gioia, spensierate, una risposta efficace a chi vuole relegare i piccolini in una terra di mezzo convinto che ad accedere alla cultura e a socializzare c’è sempre tempo.
Dopo un attimo di sorpresa per il buio improvviso, ecco lo spettacolo del più lungo e inimmaginabile silenzio, quando la malia delle immagini e i suoni rapinosi della grande orchestra hanno cominciato ad invadere la platea.
Una lezione per gli adulti, e per quanti ancora volessero etichettare la musica, attribuendo a quella classica la patente di “seria”, e relegando i piccolini all’ascolto di leziose canzoncine.  Complice del miracolo é “Fantasia”, un capolavoro che parla il linguaggio universale della poesia e della bellezza, una rielaborazione del celeberrimo movie storico di Walt Disney e del direttore d’orchestra Leopold Stokowski che nel 1940  diedero vita ad un collage di brani famosi, sui quali si spalmava la creatività di immagini indimenticabili capaci di toccare molte corde emozionali, di coniugare tenerezza con sorrisi, di costruire universi paralleli fatti di topolini e di intere famiglie di paperi.
“Fantasia 2000”, il nuovo lungometraggio, unisce sincreticamente anche nuovi brani del secondo “Fantasia”, nato a 60 anni di distanza dal primo, e viene proposto dall’Accademia con l'esecuzione della musica dal vivo da parte di un’orchestra di tale consistenza e valore da  costituire un’emozione in più offerta a chi veniva a cercare un puntello per la memoria per questo celebrato capolavoro visivo, presente e vivo sul mercato dell’immaginario.
Come sfuggire alla calamita della birichinata di Topolino,  che indossa il cappello magico dello stregone e, durante la sua assenza, impone alla scopa di trasportare i pesanti secchi d’acqua al suo posto poi, non riuscendo più a bloccare il sortilegio, cerca di romperla a martellate con il solo effetto di vedere moltiplicate all’infinito  le scope acquaiole in un crescendo di suoni che si spingono al parossismo, in parallelo con le immagini, sulle note de l’”Apprendista stregone” di Dukas.
Topolino si presenta con l’aspetto classico e quello rivisitato sotto l’impulso dei disegni animati giapponesi.  O quelle che danno spazio a Paperino in “Fantasia 2000”, dove il papero più bizzarro dell’intero zoo disneyano, collabora con Noè per fare entrare nell’arca coppie di tutti gli animali, riuscendo, pasticcione com’è, a perdere i contatti con la fidanzata Paperina e rischiando di  sterminare l’intera razza dei paperi.  Il tutto farcito da una serie di gag esilaranti. E arricchito dal supporto delle “Pomp and Circustance Military Marches” di Edward Elgar.
Muovendosi fra il  1940 e il 2000,  ritroviamo il Beethoven del primo movimento della V° Sinfonia, con il suo celebre inizio, “ta ta ta taaa”, che tradotto in Morse era il grido lanciato dagli Alleati alla fine della II° guerra mondiale, corredato da animazioni al computer e pastelli, immagini astratte bellissime che sembrano riprodurre farfalle e pipistrelli, e si configurano come un omaggio ai film di animazione di Len Lye e di Oskar Fischinger. Beethoven e la sua “Pastorale”, la Sinfonia n.6, diventano occasione per raccontare in stile Art déco una giornata fra gli dei dell’Olimpo con i centauri splendenti di maschia possanza, le dolci centaure  di bellezza maiolicata e quei magnifici cavalli alati che volteggiano con  morbidezza e  eleganza. Mentre non manca la gag più comica con un Bacco in processione con piccoli fauni verso un grande tino di vino rosso.
Altro momento di grandissimo successo è certamente “La danza delle ore” da “La Gioconda” di Amilcare Ponchielli, una parodia dove un corpo di ballo di struzzi in scarpette rosa viene svegliato dalla prima ballerina, Mademoiselle Upanova (una struzza, naturalmente). Poi, nel pomeriggio, l’ippopotamo Giacinto (modellato sulle movenze dell’attrice Hattie Noel) fa la sua apparizione assieme a colleghi in tutù per poi incontrare un malioso coccodrillo, anzi l’alligatore Ben Alì, con il quale si lancia in un pas de deux  strepitoso con una profusione di gag, seguito a ruota da “la danza delle bolle” degli elefanti.
Altro momento celebre è la deliziosa danza da “Lo schiaccianoci” di Ciaikovskij, dove fiori e fate e funghi volteggiano con leggerezza ed eleganza, animati da Art Babbitt. Indimenticabile il tenerissimo piccolo fungo cinese che gioca con entrate e uscite dal cerchio degli adulti nella “danza cinese”, ispirato al famoso “Three Stooges”, trio comico americano. L’ “Uccello di Fuoco” di Stravinskij, trasformato dagli artisti Disney in un demone spaventoso, insegue la natura, fanciulla dal lungo manto verde, terrorizzata dall’ incenerimento.
Nel Finale, i “Pini di Roma” di Ottorino Respighi”, inseriti in Fantasia del 2000 per volere di Roy Disney, raccontano con la nuova tecnologia di computer animation di un gruppo di megattere che volano nel freddo azzurrato dei mari del Nord, un’immagine di bellezza e poesia  assolute.
Dopo i richiestissimi e concessi bis con flamengo rosa sfolgoranti, ecco che il davvero bravo direttore Carlo Rizzari che sfoggia le celebri orecchie di Topolino.
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