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calcio Albertosi ChinagliaRoma, 2 dicembre 2017 - Giornata di sole, temperatura mite, spalti al limite della capienza, terreno perfettamente agibile; questo è quello, come avrebbe descritto il grande Sandro Ciotti, che si verificò il 3 dicembre del '72, quarantacinque anni fa.
Una delle tante domeniche magiche di quel periodo straordinario vissuto dalla Lazio di Maestrelli (che ricordiamo con affetto perchè, come scritto nell'Almanacco di oggi, ricorre il 41esimo anno della sua morte) e che coinvolse la gente, i tifosi, in accadimenti fantastici ai limiti dell'incredibile, del surreale.
Era il periodo delle scaramanzie vincenti, che erano tali per la forza di una squadra irripetibile non certo per magia nera o alchimie particolari; però il loro ripetersi in sequenza fece sì che ci si credeva e se non praticavi i vari riti magari la Lazio non vinceva.
Il 3 dicembre di quell'anno era tutto meno che una giornata di autunno inoltrato, quasi d'inizio inverno, ed in tribuna Tevere si stava alla grande perchè il sole, nell'Olimpico aperto di quei tempi ed alle 14,30 orario dell'epoca, baciava e scaldava tutti noi sugli spalti.
La partita era Lazio-Cagliari con i biancocelesti protagonisti di un inizio di torneo pazzesco, primi in classifica, imbattuti, una vera rivelazione, fautori di un gioco innovativo, non speculare, sotto la sapiente regia dell'allenatore Tommaso Maestrelli ed era anche il duello tra i due cannonieri Chinaglia e Riva.
L'incontro era molto atteso per i motivi appena descritti e poi solo due anni e mezzo prima i sardi avevano vinto uno storico scudetto, quindi una squadra con delle eccellenze tecniche di tutto rispetto. In Tevere eravamo un gruppo di una decina di persone, ognuna collegata o da vincoli di parentela o da lunga amicizia il tutto legato dalla fede laziale ed io ero il più piccolo, sedici anni e mezzo, incredulo di vivere quel sogno.
Come detto all'ora d'inizio della gara faceva caldo e tra alcuni del nostro gruppo c'era un po' di smania, quando al quarto d'ora del primo tempo il Cagliari passò in vantaggio improvvisamente, su un tiro di Riva che carambolato sulla traversa sbattè sulla spalla del portiere Pulici e rotolò in rete.
Qualche minuto dopo l'nsofferenza di uno dei nostri, Ezio, si manifestò nel togliersi il giubbetto rimanendo solo con una polo ed esattamente al 22' la Lazio pareggiò con Garlaschelli. Il gesto non passò inosservato ed Ezio fù invitato a rimanere in maglietta, senza giubbetto.
Ora per quanto mite fosse la temperatura era pur sempre dicembre e verso le ore 16, a circa un quarto d'ora dal termine, col sole ormai calato, il clima si fece un po' più rigido ed il prode Ezio volle rimettersi il giubbetto.
“Ahò stò a sentì freddo, me la stò a fa sotto” bofonchiò Ezio ed uno dei nostri prontamente gli rispose: “A Ezio nun rompe lì c.....i che te pagamo l'antibiotici”; questo batti e ribatti andò avanti fino al termine della partita, che nel frattempo si sviluppò su incessanti attacchi della Lazio nel tentativo di spuntarla sui sardi.
Al 90', forse anche un minuto dopo, una palla rubata da Garlaschelli sulla sinistra, consentì a Petrelli di rimettere al centro un pallone che Chinaglia insaccò di prepotenza alle spalle di Albertosi. Il boato dei 70.000 dell'Olimpico squarciò il pomeriggio romano e nello specifico il nostro gruppo in Tevere sommerse in un grande abbraccio l'infreddolito Ezio, rimarcandogli la scaramanzia vincente nel non rimettersi il giubbetto.
Tre settimane dopo, esattamente il 24 dicembre, la Lazio si ripresentò all'Olimpico dopo due trasferte consecutive ed in Tevere, nel nostro gruppo, mancava Ezio che non avrebbe  saltato una partita dei biancocelesti neanche in punto di morte.
Poco prima del fischio d'inizio, tutto trafelato, si presentò uno dei nostri, vicino di casa di Ezio, che a precisa domanda rivelò: “Ma che non lo sapete? Ezio è ricoverato al Policlinico, broncopolmonite acuta anzi adesso sta un po' meglio dopo la dose cavallina di antibiotici che gli hanno fatto, forse per Capodanno lo dimettono”! 
Senza Ezio in tribuna la Lazio fece due zero a zero, contro il Torino ed il Bologna, rientrò completamente guarito il 21 gennaio per l'ultima d'andata contro il Napoli ed i ragazzi di Maestrelli vinsero per 3-0.
Come si dice, non è vero ma ci credo!  
Ultima modifica ilSabato, 02 Dicembre 2017 19:16
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