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Aeroporto “Leonardo Da Vinci”. Arrestati tre funzionari. Autorizzavano ingiustamente rimborso Iva a cittadini extracomunitari. Indagini su altri 24

aeroporto fiumicino logo CC Bloccate circa 40.000 fatture ingiustamente autorizzate.
Roma, 18 novembre 2017  - Era un sodalizio criminale internazionale quello  operante tra lo scalo aeroportuale di Fiumicino e la Capitale, scoperto dai Carabinieri della Compagnia Aeroporti di Roma con l’ausilio del Servizio Antifrode dell’Agenzia delle Dogane “Roma 2”.
Sono tre i pubblici ufficiali dell’Agenzia delle Dogane “Roma 2” - Servizio Operativo Territoriale - dell’Aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino arrestati mentre altri 24 sono iscritti nel registro degli indagati è, a vario titolo, "falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, tentata truffa aggravata ai danni dello Stato e corruzione". 
I funzionari apponevano il timbro doganale, autorizzando alcuni cittadini cinesi al rimborso IVA su delle fatture relative a merce, per lo più capi di abbigliamento, scarpe e borse di note griffe, acquistata in Italia e fittiziamente destinata all’esportazione in Cina omettendo di controllare i requisiti che il viaggiatore avrebbe dovuto possedere al fine di ottenere il citato rimborso IVA: la merce oggetto della fattura e non verificavano l’esistenza di un biglietto aereo valido con destinazione verso un paese che si trova al di fuori della Comunità Europea.
Durante l’indagine sono state bloccate circa 40.000 fatture ingiustamente autorizzate. 
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