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Attualita.it - Articoli filtrati per data: Domenica, 14 Gennaio 2018

Teatro Quirino – “Dieci Piccoli indiani” di Agatha Christie con la regia di spagnolo Ricard Reguant

Roma, 13 gennaio 2017 go here - Il misterioso signor Owen invita per un soggiorno a Nigger Island, la sua isola deserta, rocciosa e aspra al largo delle coste del Devon, sulla quale sorge una magione elegantissima in stile art déco, un gruppo di otto persone sconosciute l’una all’altra. Una barca verrà a rilevarli sulla terra ferma per accompagnarli. Qui giunti, un compito maggiordomo e la cuoca, sua moglie (Giulia Morgani e Tommaso Minniti), sono pronti ad accoglierli.
É l’inizio di “Dieci piccoli indiani”, una delle storie gialle più intriganti uscite dalla fantasia di Lady Agatha Christie, best seller assoluto nella storia della letteratura con ben 110 milioni di copie vendute. Come molti romanzi della prolifica autrice inglese è stato convertito in più versioni di film di successo, e in uno spettacolo teatrale scritto dalla stessa Christie che per l’occasione pensò un happy end finale.
Oggi giunge sull’onda del vivo successo conseguito sia a Madrid che a Barcellona sulla scena del Teatro Quirino in un bellissimo allestimento firmato dallo spagnolo Ricard Reguant, rispettoso  della data di creazione dell’opera, il 1939, e del finale originale.
Il romanzo si snodava a partire da una filastrocca  intitolata “Ten Little Niggers”, “Dieci piccoli negretti”. Inseguiti dallo spauracchio dell’accusa di  razzismo, i negretti del titolo divennero presto indiani. Per non scontentare nessuno, l’opera prese poi il titolo di “E poi non rimase nessuno” . Qui, al Quirino, nella traduzione approntata da Edoardo Erba, troviamo invece dieci soldatini.
La trama riprende con una variante significativa il classico “omicidio in una camera chiusa”: dieci persone isolate in uno spazio ristretto si ritrovano alla mercé di un assassino psicopatico che sarà scoperto non si sa quando solo grazie ad un messaggio lanciato in mare in una bottiglia. Ma andiamo per ordine: i dieci indiani, ovvero gli ambigui personaggi, durante il pasto serale apprendono da una voce registrata che saranno giudicati per gli assassini di cui sono colpevoli  che la giustizia non era riuscita a punire con la forca (la pena di morte fu abolita Inghilterra nel 1998) . Gli ospiti appartengono ad ambiti diversi, fra loro un giudice in pensione, un generale, un capitano, un medico e ancora due donne, una ragazza tormentata e una zitella d’età e di autorità. E comincia la carneficina con il primo che muore con il più classico dei metodi, il veleno, poi è in serbo una varietà di omicidi degni della perfida Agatha, un catalogo di morte sul ritmo inesorabile dei versi della filastrocca diventata una litania mortifera ad opera del loro anfitrione misterioso, mr. U.N.Owen (nome che richiama nella pronunzia Unknown (sconosciuto), inafferrabile come la sua voce al grammofono.
“Dieci piccoli soldatini se ne andarono a mangiar: uno fece indigestione, solo nove ne restar” così inizia il conto alla rovescia e continua ossessionante:  “ Nove piccoli soldatini fino a notte alta vegliar: uno cadde addormentato, otto soli ne restar”, e così via. In ognuna delle camere delle vittime predestinate, così come nel soggiorno comune, è appesa una copia incorniciata della macabra e angosciante nenia che si accende e si spegne progressivamente ogni volta che un ospite è assassinato e una statuina di un soldatino si rompe.  Per tutte le due ore e più dello spettacolo mentre i personaggi indossano i sentimenti più vari che vanno dalla sorpresa, al tentativo di scansare la colpa, alle giustificazioni, alle accuse, ai reciproci sospetti, al terrore cieco,  aleggia sul palco del Quirino un’aria di mistero e di ineluttabilità, un’atmosfera gotica e agghiacciante che le scene bellissime con scale interne, corridoi accennati e grandi vetrate déco, perfettamente illuminate da un disegno luci (Stefano Lattavo) che le rende protagoniste, accentuano inesorabilmente. Sulla scena attori di calibro, amalgamati in un impossibile puzzle destinato a sollecitare la curiosità in chi non ha letto il romanzo.
Un cast eccellente efficace a sottolineare lo spessore psicologico dei personaggi con Luciano Virgili, Wargrave, l’inquietante giudice noto per l’abitudine di presenziare ad ogni impiccagione dei suoi condannati, con Carlo Simoni, che indossa i panni del dott. Armstrong, Alarico Salaroli è il generale Mckenzie uomo apparentemente tutto d’un pezzo, in realtà pieno di ossessioni e debolezze, Ivana Monti è la gelida zitellona moralista Emily Brent, incapace di empatia e perdono, Caterina Misasi vive interi i tormenti della giovane miss Clytorn, Mattia Sbragia disegna l’eccessivo e “tutto pistola” poliziotto Blore, Pietro Bontempi è il capitano Lombard, mentre Leonardo Sbragia è l’apprezzato  Antony Marston. 
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Racconti di sport - Il palo del Menti

http://creatingsparks.com.gridhosted.co.uk/sitemap-pt-page-2011-07.xml calcio palo Vicenza napoli 1997 2Memorie sportive attorno allo stadio di Vicenza.
Roma, 14  Gennaio 2018 –Nella settimana in cui il Vicenza è arrivato sull'orlo del fallimento, i giocatori non sono scesi in  campo perchè non pagati ed i tifosi sono in rivolta, ci piace ricordare i tempi belli del club veneto.
calcio Menti 1 Romeo Menti era nato a Vicenza quasi un secolo fa, il 5 settembre del 1919. Assieme ai suoi compagni del Grande Torino,  è entrato nella leggenda nel momento stesso in cui si concludeva la sua giovane vita, a neanche trent’anni, in quel tragicamente celebre 4 maggio del 1949, che anche http://ortdestreffens.de/?yabloko=bin%C3%A4re-optionen-hilfe&550=8e su queste pagine abbiamo voluto ricordare alla nostra maniera. i need to buy cytotec without a prescription in Corona California ..
La sua città natale volle da subito intitolare a Romeo l’impianto sportivo, ai piedi dei Colli Berici. Altri tre stadi in Italia (Castellamare di Stabia, presso Napoli; Nereto, nel teramano; Montichiari, nel bresciano) portano il nome di Menti, a confermare il grande potere evocativo del numero 7 (soprattutto se apposto sulle spalle di una maglia granata).
calcio stadio menti vecchio
 
Nella squadra del Grande Torino, in cui tutte le regioni del Nord Italia erano rappresentate, era il Triveneto a fornire la maggioranza dei calciatori. Oltre a Menti, erano veneti anche Virgilio Maroso (nato a Crosara di Marostica presso Vicenza, ai piedi dell’altopiano di Asiago) nonché i fratelli Aldo e Dino Ballarin, di Chioggia; completavano la delegazione il triestino Giuseppe Grezar, il fiumano Ezio Loik e il naturalizzato francese Revelli Ruggero Grava, nato però in Friuli.
Qui la tentazione di deviare dal percorso narrativo è forte, e alla tentazione anagrafica cediamo per completezza di informazione sui giocatori del Grande Torino scomparso a Superga. Quattro erano i giocatori lombardi: Mario Rigamonti, di Brescia, Franco Ossola da Varese, capitan Valentino Mazzola da Cassano d’Adda, Danilo Martelli dalla provincia di Mantova. Tre i piemontesi, Eusebio Castigliano (Vercelli) più Guglielmo Gabetto e Piero Operto, gli unici torinesi. Rubens Fadini era emiliano della bassa ferrarese, ligure invece il portiere titolare Valerio Bacigalupo. Due infine gli stranieri, il francese Émile Bongiorni e l’ungherese Jùlius Schubert.
Ma torniamo a Vicenza e allo stadio Menti. Oltre alla memoria del giocatore del Grande Torino, è un particolare elemento architettonico dell’impianto sportivo ad evocare ricordi di altri tempi, impressi nell’immaginario collettivo degli sportivi italiani.
La trasmissione culto RAI della domenica pomeriggio, “90° Minuto” (anch’essa già celebrata in questa rubrica assieme ai suoi “ anyoption mindesteinzahlbetrag pupazzoni" ci ha regalato momenti indimenticabili. Tra tutte, le immagini dal Menti di Vicenza, con il celeberrimo palo di sostegno della copertura della tribuna che impallava tutte le videoriprese delle partite. A commentare quelle immagini imperfette con ombra nera verticale fu prima Paolo Arcella, nota voce anche radiofonica del Veneto negli anni settanta, e poi Ferruccio Gard, che si divideva tra Verona e Vicenza.
Con l’onnipresente palo si seguì alla fine degli anni settanta l’epopea del Lanerossi Vicenza allenato da G.B. Fabbri (e anche questa è una formazione memorabile da ripetere tutta d’un fiato: Galli-Lelj- Callioni- Guidetti- Prestanti- Carrera- Cerilli- Salvi- Rossi- Faloppa- Filippi), che chiuse imbattuto al secondo posto la stagione 1977-78, alle spalle della Juventus guidata da Trapattoni. Tra tutte le imprese incompiute dello sport italiano, forse questa è tra le più memorabili, e il “Real Vicenza” trascinato da Paolo Rossi resta il vincitore morale di uno scudetto solo sfiorato.

calcio S S Lanerossi Vicenza 1977 78

E sempre con il palo in mezzo si poté ammirare vent’anni dopo la sinora unica vittoria del Vicenza, la Coppa Italia 1997, a cui i biancorossi furono condotti dall’allenatore Francesco Guidolin (veneto di Castelfranco), battendo il Napoli allo Stadio Menti nella finale di ritorno.
Oggi quel palo non c’è più. E’ stato rimosso fisicamente alle soglie del nuovo millennio ma non dalla memoria di quella meravigliosa imperfezione televisiva, che vanta anche una pagina Facebook intitolata “Il Palo del Romeo Menti di Vicenza”.
E chiudiamo questa divagazione nelle terre del Leone di San Marco con un celebre proverbio sulle città venete: "Veneziani gran signori, padovani gran dotori, visentini magna gati, veronesi tuti mati, trevisani pan e tripe, rovigoti baco e pipe...E Belun? Ti Belun no te vol nesun" (Veneziani gran signori, padovani gran dottori, vicentini mangia gatti, veronesi tutti matti, trevisani pane e trippe, rovigotti tabacco e pipe…E Belluno? A te Belluno non ti vuole nessuno.).
Sarà una coincidenza che i vicentini abbiano scelto di intitolare a un Romeo, omonimo del meraviglioso felino rosso protagonista degli Aristogatti, il loro stadio?
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Almanacco del 14 gennaio 2018

  • Pubblicato in gennaio
almanacco new 3
alman buona domenica lettori
alman rose con foglie
Domenica, 14 Gennaio 2018
È il 14º giorno del calendario gregoriano,
Mancano 351 giorni alla fine dell'anno
alman rose con foglie
NASCE
1931: Caterina Valente, attrice, cantante,  
showgirl, più di 1.500 brani musicali incisi in
dodici lingue diverse (per questo entra nel 
Guinness dei primati) di cui almeno sei parlate
    (Personalità)
1943: Angelo Bagnasco, cardinale e arcivescovo
cattolico italiano, presidente Cei
1945: Mauro Lusini, cantautore C'era un ragazzo
 (che come me amava i Beatles e i Rolling Stones)
1979: Marina Rocco, attrice (Nessuno si salva da solo)
1981: Lorenzo Branchetti, attore, personaggio televisivo
(Black Death, the series)
MUORE
2000: Giusi Raspani Dandolo,
attrice (Classe mista) (n.1916)
2001: Luigi Broglio, ingegnere. È considerato
il padre dell'astronautica italiana. (n.1911)
2015: Kevin Ferrari, motociclista,  morto durante un
errato atterraggio da un backflip (giro della morte)
durante le prove per l'esibizione al
Cirque du Montecarlo (n. 1990)
2016: Franco Citti, attore (Accattone) (n. 1935)
2016: Franco Oppo, compositore e insegnante
composizione conservatorio di Cagliari (n. 1935)
STRANIERI
1957: muore forex strategier Humphrey Bogart, attore statunitense, 
Oscar 1952 (Casablanca)  (n. 1899)
1967: nasce Emile Watson, attrice britannica
(Kingsman - Il cerchio d'oro)
1989: nasce Emma Greenwell, attrice statunitense
 (Amore e inganni - Love & Friendship)
2013: muore Conrad Bain, attore canadese (storico
interprete della serie tv 'Il mio amico Arnold') (n. 1923)
2016: muore Alan Rickman, attore e regista britannico
(Severus Piton nella saga di Harry Potter) (n. 1946)
alman rose con foglie
get link ACCADDE
1690: a Nüremberg, Germania, viene
inventato il clarinetto
1742: muore Edmund Halley, astronomo, scopritore
della cometa che porta il suo nome (n.1656)
1919: nasce Giulio Andreotti, politico, scrittore,giornalista,
ben 7 volte Presidente del Consiglio († 2013)
1976 – Esce il primo numero del quotidiano 
La Repubblica, diretto da Eugenio Scalfari.
1998 – Ricercatori di Dallas presentano prove della
scoperta di un enzima che rallenta l'invecchiamento
e la morte delle cellule (apoptosi)
2005 – Dopo un viaggio di 7 anni, la sonda europea
Huygens atterra su Titano,la più grande luna di Saturno
2011 – Zine El-Abidine Ben Ali, per 23 anni presidente
della Tunisia,  scappa in seguito alle rivolte cittadine,  
nel contesto delle primavera araba
2015 - Giorgio Napolitano, a 90 anni (!) si dimette dal
secondo mandato di Presidente della Repubblica Italiana
alman rose con foglie
 
see TEMPO AL TEMPO
1907 – Un terremoto a Kingston, Giamaica, uccide più
di 1.000 persone
1968 – Tra il 14 e la notte del 15 gennaio, nella Sicilia
occidentale si verifica il terremoto del Belice, che provoca
quasi 300 vittime, ingenti danni, e la distruzione parziale
o totale di alcuni paesi, come nel caso di Gibellina, 
Salaparuta, Poggioreale e Montevago
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LA CHIESA RICORDA
Santi e Beati
S. Felice da Nola,
Ss. Isaia, S. Malachia profeta,
Santa Cristiana di Georgia,  Beato Oddone di Novara,
Beato Odorico da Pordenone, Beato Pietro Donders
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SIGNIFICATO DEI NOMI
ODERICO - ODORICO Dal tedesco antico od-rik=grande
patrimonio; ricchissimo. Sant' Oderico da Pordenone,
missionario francescano, è ricordato il 14 gennaio.
Sarete più ricco di doti spirituali che di beni materiali.
Siatene lieto.
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PROVERBIO
A chi ha sete basta dare
una tazza, non il mare
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LINGUAGGIO DEI FIORI
Il significato di Dasilirio è...
Forza
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FRASE DEL GIORNO
L'ingratitudine de' beneficati
non vi faccia pentito del benefizio;
ma v'insegni operarlo
con animo più puro d'umane speranze.
(Niccolò Tommaseo)
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PENSIERO DEL MATTINO
Buongiorno a chi ci crede,
anche se sembra
andare tutto per il verso sbagliato.
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FRASE DEL GIORNO DIVERTENTE (Spero, Ma è vero!)
Io non sono disordinato.
Quello che a te appare fuori posto,
è solo una serie di ostacoli
che ho frapposto da una parte all'altra della stanza,
 per mantenermi in forma  senza andare in palestra.
(Salvatore Veltri)
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