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Attualita.it - Articoli filtrati per data: Mercoledì, 19 Aprile 2017

Champions League. Avanti Juve!

  • Pubblicato in Calcio

calcio bonucci barc juve champ 2017Con una partita accorta e perfetta la Juve fa 0-0 a Barcellona e va in semifinale, dove ad attenderla troverà le due squadre di Madrid e il Monaco. Sorteggio venerdì.

Roma, 18 aprile – C’è poca epica e molta sostanza nella qualificazione della Juve alle semifinali di Champions. La poesia i bianconeri l’avevano recitata all’andata a Torino, con le perle di Dybala. Al Camp Nou hanno messo in campo la prosa, fatta di grinta, ranghi compatti, determinazione e raddoppi di marcatura per lasciare pochissimi spazi agli assi del Barcellona, che se hanno campo diventano micidiali. La Juve non glielo ha concesso e i padroni di casa si sono dovuti accontentare di qualche tiro da fuori soprattutto di Messi, di tanti cross spesso preda dei difensori bianconeri e di tanto possesso palla che non potevano (e non hanno potuto) portare alla “remuntada”. Presochè insuperabili Bonucci, Chiellini e Barzagli, ottimo il lavoro svolto a centrocampo da Khedira, Pjanic e Cuadrado. Bene l’ex Dani Alves e Mandzukic. Ovviamente in ombra Higuain, ma non poteva essere la sua partita.

Così la Juve ha eliminato il Barcellona, che veniva da 15 vittorie consecutive in casa in Champions e che ne ha vinte 4 negli ultimi 12 anni.

Anche per questo è stato salutato con sbandierata meravigliosa da tutti i tifosi del Camp Nou.

Nell’altro quarto di finale,  il Monaco ha bissato il successo dell’andata a Dortmund ed è volato in semifinale insieme alla Juventus, al Real Madrid e all’Atletico Madrid. Ovviamente i bianconeri sperano di pescare proprio i francesi nel sorteggio di venerdì, lasciando le due spagnole all’ennesimo derby di Champions degli ultimi anni.

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Ignazio Rasi e "Il Mangiabambini". Intervista esclusiva di Gabriella Tomasino

  • Pubblicato in Cultura

tomasino cop Il mangiabambiniGabriella Tomasino, per farci conoscere bene l'autore del libro "Il Mangiabambini", da alcuni mesi in edicola, in esclusiva per "www.attualita.it", gli ha posto ben 19 domande alle quali, molto cortesemente, Ignazio Rasi le ha risposto.

Chi è Ignazio Rasi? "Sono un bel po' di cose. Quarantasettenne, palermitano per necessità, un destino da apolide, un sanguemisto di stirpe romana, vesuviana, peloritana, ebrea. Un costante desiderio di fare il giornalista mi accompagna durante tutta l'adolescenza, obiettivo raggiunto alla fine degli anni novanta. Scrivo moltissimo, soprattutto di sport. Ma è un'attività che non mi consente di saziare la mia brama di indipendenza e autonomia. E il mio desiderio di diventare padre. Trovo un bel lavoretto da impiegato nel 2002. Ma continuo a scrivere. Qualche anno dopo Dario Flaccovio Editore pubblico il mio primo romanzo, "Io e Yvonne". Pochi mesi fa Watson edizioni pubblica "Il Mangiabambini". Ed eccomi qui."

Domanda scontata: com'è nata in lei l'esigenza della scrittura? "Non credo sia stata mai una esigenza e nemmeno un'urgenza. Scrivere mi diverte. Scrivere mi procura piacere. Cerco di spiegarmi meglio. Scrivo dieci pagine. Le asciugo. Le smusso. Tolgo quello che è in più. Aggiungo qualcosa che manca. Poi lo rileggo e penso: mizzica, perfetto... Ecco, scrivo per provare quella sensazione lì".

Perché ha poi scelto il genere noir. "Devo essere sincero, non credo molto alle classificazioni né ai generi. Credo nelle storie da raccontare. Nelle storie che funzionano. Nelle storie in cui i personaggi hanno desideri e/o paure. Nelle storie che rivelano gli eventi che ostacolano quei desideri o assecondano quelle paure. Credo nelle storie che provocano in chi legge non l'esclamazione “Bello!” ma la domanda “Come va a finire?”

Come immagina una storia da raccontare e con quali criteri. E quali sono le fonti a cui fa riferimento nella stesura della trama. "In quello che scrivo c'è poco di me. Poi è chiaro che qualcosa di ciò che sono entra nella storia, ma questo avviene ad un livello di coscienza che non controllo. Non mi è mai successo di avere una storia chiara in mente, dall'inizio alla fine. Le storie che scrivo evolvono pagina dopo pagina. E le fonti, la tecnica di narrazione stessa, a cui attingo sono i libri che ho letto da quand'ero ragazzino ad oggi. Poi, è chiaro che se uno dei tuoi personaggi è un criminologo o un poliziotto, documentarsi con scrupolo e a fondo è un obbligo di onestà nei confronti dei lettori."

Ci parli dei suoi scritti. "Qualsiasi cosa mi venga in mente di scrivere racconta di redenzione, di trasformazione, di riscatto. Non è una scelta consapevole. E' una cosa che entra nelle mie storie con una naturalezza disarmante. E sono certo di una cosa: anche se io mi sforzassi di non farlo, il tema della redenzione irromperebbe lo stesso nelle mie storie, forse ancora con più forza".

Se dovesse descriversi come personaggio di uno dei suoi romanzi chi sarebbe

 è perché. "I personaggi delle mie storie sono tutto ciò che io vorrei essere e non essere. E sono tutto ciò che io non sono".

Quali sono gli autori che preferisce. "Ho un amore smisurato per tutto ciò che scrive James Ellroy. Non mi ha mai deluso".

In questo suo ultimo libro "Il mangiabambini", si parla della parte oscura dell'essere umano, qual'é il suo rapporto con essa. "So che esiste. Esiste in me. Esiste anche in te che stai leggendo. E' una forza primordiale diretta derivazione genetica di milioni di anni vissuti in una caverna, al freddo e al buio, con il terrore di essere divorati, comunicando a mugugni e ginocchiate. E' istinto purissimo, di conservazione e sopravvivenza. Ma ha una sua forza, un vigore, un'energia immensa. Compito degli essere umani è indirizzarla e usarla positivamente".

Chi è per lei l'uomo nero o il lupo cattivo. "Tutto ciò che ci allontana dai nostri desideri. O che ci avvicina alle nostre paure. Un qualcosa che non è necessariamente esterno. Molto spesso, anzi quasi sempre, risiede in noi".

Cosa le fa paura e come l'affronta. "La paura di non conoscermi abbastanza, di non sapere con precisione in che modo reagirò alle sfide che la vita mi riserverà da oggi in poi. Non l'affronto. Semplicemente osservo le mie reazioni e imparo a conoscermi".

É superstizioso? Ha qualche oggetto o rito particolare quando si mette a scrivere? "Non posso non ammettere che qualche gesto scaramantico trova posto nelle mie giornate".

Elenchi le cose che spaventano di più della vita e quelle per cui vale la pena di vivere. "Credo che la paura più grande che ciascuno di noi ha è vivere una vita che non ci appartiene. E non avere il coraggio di cambiarla. E, viceversa, un motivo per cui vale la pena vivere è lottare per diventare ciò che si è veramente ed essere se stessi pienamente."

Fino a che punto si può giocare con se stessi. "L'unico limite è il rispetto per gli altri".

Quanto è importante riuscire a stare soli con se stessi. E per ritrovarsi lei dove fugge? "Cosa diceva Sartre in proposito? Se ti senti solo quando sei da solo, sei in cattiva compagnia. Credo molto in questa affermazione e amo la solitudine intesa in questo senso, come luogo dove ritrovarsi, fare i conti con se stessi e ricominciare".

Tre parole positive e tre negative per descriversi. "Indolente, testardo, visionario. Nelle loro accezioni positive e negative".

L'Amicizia per lei. "L'amicizia è amore, né più né meno".

Lei ha un figlio: che tipo di padre è? "Prima ho citato Sartre, adesso mi autocito: L'unica forma di partecipazione politica seria ed attiva in cui credo è educare mio figlio".

Nella comunicazione oggi, si interagisce con sms, WathsApp: cosa succede? "Credo che nella comunicazione la fisicità non sia necessaria. Quindi, non mi fa paura, a meno che non si usi questa schermatura per essere qualcosa di diverso da ciò che si è realmente. O che sia l'unica forma di interazione con l'altro".

Cosa vorrebbe dire ai giovani. "Godetevela senza fretta".

Grazie, Ignazio Rasi e... attendiamo di leggere altre sue opere!

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Diventiamo tutti bianconeri

  • Pubblicato in Calcio
calcio bandiera juveRoma, 19 aprile 2017 - Questa sera, alle 20,45, la Juventus scende in campo al  Camp Neu   di Barcellona per  difendere il 3-0 di Torino  ed accedere delle semifinali di Champions League.
A poche ore dal calcio d’inizio di un match che può spalancare  la strada ad uno Storico Triplete da parte della formazione bianconera,  tanti sportivi italiani sono ancora sotto shock   per la cruda essenza del calcio italiano offerta dal derby tutto cinese fra  Inter-Nanchino e  Milan-Hong Kong.
Ovvero il calcio italiano, anche nelle sue società più storicamente insigni e popolari del mondo, è stato assimilato da investitori stranieri a partire da Inter, Milan, Roma e tante altre squadre professionitiche.
Questi potentati stranieri, principalmente cinesi ed americani,  non sono in Italia per fare alcuna beneficenza ma per mungere denaro.
Quello che lega al calcio l’italiano medio  è stato sempre lo spirito di appartenenza con  i colori di una squadra di calcio, una sorta di identificazione fra se stessi, una tradizione familiare ed una determinata squadra di calcio. Per un secolo e passa,  questa malattia, un tifo irrazionale,  ha legato a sé la vita ed il passatempo di generazioni di italiani. Spesso  un credo che facesse superare crisi economiche ed identitarie.
Ora sono arrivati cinesi ed americani  che hanno modificato tutto. Gente che ha ben compreso che un movimento che muove l’interesse di milioni di persone,  qualora ben gestito,  è business puro.
Le leggi finanziarie garantiscono, infatti, questa equazione:  datemi un bacino di utenza ampio  con  investimenti adeguati nell’ambito  della manipolazione di massa, ed è  matematicamente certo che  nel breve, medio e lungo periodo, ne deriveranno rendimenti  sempre più alti. 
Non più società di calcio al limite della bancarotta, ma club di football sempre più ricchi e lucrativi.
Fine, perciò, dei presidenti  che vanno in rovina per sostenere  la purezza del club e delle tradizioni di campanile.
Porte spalancate all'immissione di giocatori tutti stranieri.  Addio allo sviluppo di calciatori nostrani che costano troppo. Via libera al calcio-spezzatino in TV a tutte le ore ed in tutti i giorni.
Gli introiti del calcio arrivavano dal botteghino, dalla compravendita dei giocatori (lucrativa soprattutto per gli agenti),  dalla spartizione dei diritti Tv  e da rari sponsor.
Il calcio- business non guarda più a queste entrate  ma soprattutto al marketing legato al buon nome e rendimento della squadra ed ad altre forme di introiti poco pubblicizzate  ma di grandi rendimenti  quali:  iI settore commerciale  ed immobiliare promosso dallo stadio di proprietà;  il marketing del Logo ed  ultimo, ma non ultimo, la scuola di calcio.
Nel ventesimo  secolo, il calcio si è affermato perché sport che poteva essere praticato dappertutto dovendo disporre soltanto di un affare rotondo  che poteva essere anche  un cartoccio, ed uno spazio libero.  Niente di più semplice.
Tutti gli italiani (e non) hanno giocato questo calcio. I più scarsi finivano per giocare in porta. Bastava uno spiazzo libero, un prato di periferia, una piazzetta, una strada larga con poco traffico,   per improvvisare partite di calcio che duravano ore.  Il passatempo per chi marinava le lezioni con i libri a fungere da pali della porta. Se poi il ragazzo sentiva di saperci fare, c’era il passaggio all’oratorio del paesino  o del  rione. Quindi la scoperta del talent scout della piccola società di calcio della zona.
Un giochino che interessava milioni e milioni di giovani, portando alla scrematura dei campioni e del calcio professionistico.
Quel calcio povero non esiste più da tempo. Ora il football si impara e si pratica nelle scuole calcio dove vengono indirizzati milioni di ragazzini spinti da genitori che sperano di aver trovato una via verso  il successo economico, ovvero anche  un mestiere per sbarcare il lunario.
Dietro questa domanda di scuole calcio si cela il grande business sconosciuto del calcio del nuovo millennio.   I grandi club italiani di calcio dispongono (e gestiscono direttamente od indirettamente) di  decine e decine di scuole calcio sparse  del territorio.
Una volta, dopo l’oratorio, i più talentuosi venivano indirizzati  al   "provino”, come gli attori, per la squadra più eminente del territorio. Se promossi, accedevano alla scuola calcio del club, nella quale maturavano  agonisticamente, ma gratuitamente.
Attualmente alle scuole calcio accedono soltanto i ragazzini per i quali i genitori sono disposti (felicemente) a sborsare una solida quota annuale o mensile nel tentativo (assai raro) di fare crescere un campione. Migliaia, milioni  di giovani che, sborsando quote  con qualche zero, messi  insieme, producono introiti milionari.
Il calcio americano (statunitense) e quello cinese,  vivono e prolificano attraverso questo sistema, più sicuro e più programmabile.
In Italia la Juventus è all’avanguardia in questo senso. Esporta, a pagamento, la sua scuola calcio anche all’estero.
Inquadrato meglio l’attuale fenomeno calcio  in Italia, il pericolo è che questa colonizzazione  procuri conseguenze devastanti per questo sport e , comunque, per  l’equilibrio psico-sociale di tanti italiani che  avevano affidato al calcio la propria felicità, l’organizzazione della  propria vita quotidiana.
Di per sé questo non sarebbe certamente un guaio, se servisse a trovare valori culturali più elevati. Ma questo è un altro discorso.
In questo periodo di transizione, c’è solo da augurarsi   che i nuovi colonizzatori abbiano almeno la sensibilità di mantenere una parvenza di continuità con la tradizione calcistica italiana. Salvaguardando la presenza e lo sviluppo dei calciatori italiani. Come non fanno Inter, Roma, Napoli ed anche Udinese. E speriamo non lo faccia anche il Milan post Berlusconi.
Va bene la presenza della Tv e l’abilità della regia a non mostrare i vuoti sugli spalti, ma è pur certo che il pubblico è un elemento fondamentale dello  show. E, se si scolla il tifoso dal giocatore,  allo stadio a pagamento (anche salato) chi continua andarci?
Globalizzare è differente da colonizzare.
I  cinesi-americani ben vengano per globalizzare. Mettano pure in campo  gli strumenti di crescita economica più avanzati, ma rinunzino alla speculazione selvaggia nel loro interesse.  Non allontanino il giocattolo preferito dagli italiani.
I club europei più importanti insegnano quale sia la strada per globalizzare e crescere.
Ieri si sono qualificate alla semifinale di Champions, due club madrileni. Nel Real che ha eliminato il Bayern di Monaco dell’italiano Carlo Ancelotti  erano inserirti  6 giocatori spagnoli. Nell’Atletico (che ha eliminato il Leicester  ex Ranier), gli spagnoli erano  4 accanto ai sudamericani di lingua spagnola:  ma anche nel Bayern  i tedeschi erano 6.
Questi club vivono  economicamente molto bene.  Nell’Atletico la presenza nel consiglio di amministrazione del cinese più ricco al mondo,  Wang Janlin (con il 20 per cento delle quote) è garanzia   di gestione perché  ha interessi  in ogni dove ed in particolare è proprietario di quella società europea  (Infront) che gestisce in Italia i diritti Tv del calcio, nonchè l’immagine e la comunicazione di Milan, Roma, Lazio Genoa, Samp, Udinese e Palermo.
Anche la Juventus si muove ad altissimi livelli nel campo della globalizzazione, una strada che ha imboccato con grande anticipo.
Il suo modello si ispira alla salvaguardia del patrimonio calcistico italiano integrandolo con quanto di meglio si possa reperire sul mercato internazionale. Non  il viceversa.
Perciò  tutti gli appassionati di calcio traditi dalla colonizzazione hanno ancora una buona risorsa per continuare a dare un senso sportivo alla propria esistenza ed alle proprie abitudini. Quale? Diventare tutti juventini a partire da questa sera. Ciò va detto e sostenuto  prima (e non  dopo), il calcio di inizio a Barcellona.
A proposito, se il  Barcellona  dovesse riuscire nell’impresa di rimontare i 3 gol al passivo,  alle semifinali della Champions arriverebbero  tre club spagnoli su quattro squadre, alla faccia della non colonizzazione!!
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Almanacco del 19 aprile 2017

  • Pubblicato in Aprile
almanacco new 3
alman campanula bianco verde
OGGI
Mercoledì,  19 aprile 2017
è il 109º giorno del calendario gregoriano 
Mancano 256 giorni alla fine dell'anno
alman campanula bianco verde
NASCE
1928 - Aurelio Palmieri detto Capitan Findus,
 curatore dell'Almanacco - Auguri!
1951: Marisa Laurito, attrice, showgirl e
cantante italiana (Quelli della notte)
1952: Claudio Cecchetto, dj, conduttore radio-tv,
scopritore di talenti (Sanremo)
1957: Pietro Ghislandi, attore (Il professor Cenerentolo)
1960: Nicoletta Braschi, attrice (Il mostro)
1973: Alessandro Preziosi, attore (Elisa di Rivombrosa)
MUORE
2003:  Aurelio Sabattani, cardinale e arcivescovo cattolico,
Prefetto della Segnatura Apostolica, fu tra gli autori del 
nuovo codice del Diritto Canonico,
entrato in vigore nel 1983 (n. 1912)
2007: Carlo Maria Badini, direttore teatrale, prima a
Bologna e poi sovrintendente della Scala. Sotto il suo
mandato, si avvicendarono  come direttori musicali 
Claudio Abbado  e Riccardo Muti (n. 1925)
2013: Raffaele Maiello, regista, sceneggiatore e
giornalista (Non si scrive sui muri a Milano) (n.1934)
2014 - Rino Quagliotti, cuoco, autore di libri sulla 
Cucina parmigiana (n. 1922)
2015 - Elio Toaff, rabbino capo di Roma e massima
autorità morale e spirituale ebraica in Italia (n. 1915)
STRANIERI
1946: nasce Tim Curry, attore  britannico
(Ladri di cadaveri)
1979: nasce Kate Hudson, attrice statunitense,
Golden Globe (Inferno sull'oceano)
2011: muore Elisabeth Sladen, attrice britannica
 (Dottor  Who) (n. 1946)
2016: Ronit Elkabetz, attrice, regista e sceneggiatrice
 israeliana (Viviane) (n. 1964)
alman campanula bianco verde
ACCADDE
1770 – Il capitano James Cook raggiunge l'Australia
1820 – Grecia: sull'isola di Milo Jules Dumont d'Urville 
vede nella capanna di un contadino greco la parte
superiore della statua conosciuta come Venere di Milo. 
Sul luogo vengono anche rinvenuti la parte inferiore e le
braccia della statua che vengono inviati al Museo del
Louvre, in Francia, dove però vengono smarriti
1882: muore Charles Darwin, biologo e naturalista
britannico, formulatore della teoria dell'evoluzione della
specie e della variabilità dei caratteri ereditari  (n. 1809)
1904 – Gran parte della città di Toronto, Ontario, 
Canada, è distrutta da un incendio
1909 – Giovanna d'Arco viene dichiarata santa
1919 – USA: Leslie Irvin compie il primo lancio con
un paracadute a caduta libera
1929: nasce Duilio Loi, pugile italiano, campione
 mondiale imbattuto dei pesi welter († 2008)
1979: Milano, I Proletari Armati per il Comunismo 
uccidono l'agente della Digos Andrea Campagna
1993 – USA: Strage di Waco, Texas – termina con una
sparatoria l'assedio durato cinquanta giorni ad un
complesso scolastico nei pressi di Waco: otto i morti
1995 – USA:Timothy McVeigh tramite un'autobomba
distrugge la sede dell'FBI di Oklahoma City, capitale
dello Stato dell'Oklahoma, provocando 168 vittime.
Era  il più grave attentato subìto dagli Stati Uniti
1999 – Germania:la sede del Parlamento ritorna a Berlino
2000 – un Boeing 737-200 della Air Philippines precipita
nei pressi dell'aeroporto di Dabaw: 131 i morti
2005 – Dopo il conclave viene eletto papa, al quarto
scrutinio, il cardinale tedesco Joseph Ratzinger, già
Custode della Fede  con Giovanni Paolo II. Assume il
nome di Benedetto XVI. La fumata bianca è alle 17.50 ed
 è seguita alle 18.04 dal rintocco delle campane a festa.
L'Habemus Papam è stato annunciato alle ore 18.41
alman campanula bianco verde
LA CHIESA RICORDA
Santi e Beati
S. Emma di Sassonia,  
S. Leone IX papa, S. Crescenzio,Beato Giacomo Duckett, 
San Giorgio d'Antiochia, Santa Marta di Persia 
Beato Corrado (Miliani) di Ascoli 
 alman campanula bianco verde
PROVERBIO
Il saggio non si cruccia sul passato perché è concluso
 e non si può mutare, e non si preoccupa per
il futuro perché deve ancora venire.
(proverbio cinese)
alman campanula bianco verde
AFORISMA
Non è la più forte delle specie che sopravvive, 
né la più intelligente,
ma quella più reattiva ai cambiamenti.
[Charles Darwin]
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DITELO CON I FIORI
Il significato di - Rosa (Rossa) - è...
 - Tu sei la mia passione
alman campanula bianco verde
FRASE DEL GIORNO
Dal merito,
si esige modestia. 
(Goethe)
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PENSIERO DEL MATTINO
Alla domanda se io sia pessimista o ottimista,
rispondo che la mia conoscenza è pessimista,
ma la mia volontà e la mia speranza sono ottimiste.
(Albert Schweitzer)
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MASSIMA DEL GIORNO DIVERTENTE         
L'unica differenza fra un santo e un peccatore
è che il santo ha un passato
e il peccatore ha un futuro. 
(O. Wilde) 
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